
Maggio 17, 2010
Dal 3° Maggio è attivo il nuovo sito web del Comune di Isernia.
Qualcuno dirà: “Finalmente, era ora!” ma appena lo si visualizza la delusione è tanta. Tralasciando l’aspetto grafico che nel caso specifico potrebbe essere considerato secondario anche se in realtà non dovrebbe esserlo affatto perché ormai è considerato come un biglietto da visita, il sito web di un Comune è un sito di pubblica utilità e pertanto dovrebbe rispettare determinate linee guida per garantire la massima accessibilità e usabilità all’utente finale (Legge Stanca 4/04), purtroppo non è questo il caso e non credo sia necessario addentrarsi in noiosi discorsi tecnici per palesarlo a tutti.
Il sito è raggiungibile sempre dallo stesso indirizzo anche se si viene reindirizzati su un server esterno http://www.comune.isernia.it
In conclusione vorrei chiedere ai nostri amministratori locali, visto il periodo di crisi che l’Europa sta attraversando e a maggior ragione la nostra piccola realtà, senza considerare poi l’imminente federalismo fiscale che ci ridimensionerà ulteriormente checché se ne dica, se non sarebbe stato più giusto indire un bando di gara pubblico per la realizzazione o ristrutturazione del sito così da dare l’opportunità di partecipare anche a persone e aziende del posto. Di certo non sarebbe servito a smuovere l’economia locale, ma sarebbe stato senz’altro un piccolo segnale su quella che è la strada che intendete intraprendere per cercare di tutelare le persone che volete rappresentare.
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Marzo 3, 2010
Il programma COG.I.T.O., con licenza open-source e copyleft, destinato alla riabilitazione di persone colpite da lesioni cerebrali acquisite di varia natura (vascolare, neoplastica, degenerativa, traumatica,) è disponibile all’indirizzo http://cogito.integrazioni.it/, da cui questa notizia è tratta.
L’applicativo prevede esercizi personalizzabili.
Attenzione: il sofware funziona solo con il browser Mozilla Firefox.
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Febbraio 22, 2010
Pubblichiamo l’interessante tesi di laurea “I riflessi sul mercato del lavoro della Legge Biagi, con particolare riguardo alla Regione Molise.” discussa dal Dottor Graziano D’Agostino, Direttore Regionale della Confesercenti Molise, Relatore Professor Giuseppe Napolitano, presso l’Università degli Studi di Camerino.
Il documento è disponibile al seguente link Tesi di Laurea
Note legali: L’utilizzo della tesi o parte di essa è consentito esclusivamente citando l’autore.
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Maggio 6, 2009
In Italia scendono i prezzi delle tariffe internet a banda larga e aumenta la velocità, ma gli operatori Adsl italiani non si fanno concorrenza e penalizzano chi naviga poco.
Una caratteristica, infatti, del nostro mercato (messo a confronto con quello europeo) è la scarsa differenza di prezzo (meno del 3%) tra la miglior tariffa e l’ex monopolista Telecom Italia: sintomo che la vera concorrenza, da noi, stenta a decollare.
Adsl: Meglio i contratti con tariffe flat
Secondo i dati Istat, quasi un quinto degli italiani che usano internet si collega solo poche volte al mese. Fino a poco tempo fa, i contratti a consumo (quelli con la tariffazione per minuto di navigazione) erano la soluzione più conveniente per questo tipo di utilizzo; oggi lo sono solo se non si superano le 8 ore di connessione al mese; in caso contrario conviene attivare un contratto a tariffa flat (a forfait): con un canone mensile tra i 17 e i 20 euro si può navigare quanto si vuole a velocità più alte rispetto a quelle di qualche anno fa.
Penalizzato chi naviga poco
Per utenti con bassi tempi di navigazione mensile (10 ore al mese), l’Italia non offre le migliori soluzioni. Il provider italiano più conveniente costa il 120% in più della migliore tariffa europea, inoltre cinque Paesi ci precedono con offerte più allettanti. Per chi naviga 150 ore al mese (profilo alto), l’Italia ha la terza tariffa più economica per quanto riguarda la velocità standard, anche se il più conveniente operatore europeo (britannico) ci dimostra come si possa navigare con solo 7,70 euro al mese.
Provider italiani del test:
1. Fastweb
2. Infostrada
3. Telecom Italia
4. Tiscali
5. Wooow.it
Articolo di altroconsumo.it per registrarti sul sito di AltroConsumo clicca qui
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Maggio 5, 2009
ROMA - “Questa è l’unica epoca nella storia dell’umanità in cui la gente torna in Molise”. Inizia così il trailer del nuovo film del varesotto Massimo Venier “Generazione 1000 euro” con una serie di giovani attori (Tiberi, ma non il giornalista, Mandelli, ma non l’ematologo, Crescentini, ma non il doppiatore), i quali fanno ancora più rimpiangere i Sordi di “Mamma mia che impressione”, i Manfredi, i Mastroianni, i Gassman, i Tognazzi. Esprimendo in modo esemplare il livello attuale di un cinema italiano che fa fatica a farsi solo accettare nei concorsi che contano.
Questa battuta sul Molise, insieme ad altre dello stesso livello, vorrebbe strappare qualche risata, addirittura rappresentare un “cult”, valere - ahinoi - il biglietto d’ingresso nella sala cinematografica per 101 minuti di pellicola. Meglio sette euro elargiti al Rom di turno per 101 minuti di felicità.
Chissà se anche questo film abbia avuto le generose sovvenzioni pubbliche. Cioè sia stato già pagato da tutti noi. Questa sarebbe la battuta più amara.
Di certo ci fa riflettere sull’attuale ambiente cinematografaro italiano fatto, salvo poche eccezioni, di sceneggiatori fighetti a corto di idee e di interpreti scialbi e figli di papà, rappresentanti di quella fauna radical-chic romana (o presunta tale) che con i propri appartamenti al centro o all’Esquilino o al Pigneto (pagati con i soldi di babbo libero professionista ed evasore fiscale), con il liceo Massimo o Vivona nel curriculum, con i Suv metallizzati, con donnicciole nevrotiche e anoressiche al proprio fianco pretendono di essere considerati degli artisti solo perché bazzicano le inflazionatissime fiction. Spesso sponsorizzati da un politico compiacente.
Non sarà certamente il caso della pellicola di Venier. Ma riteniamo, con schiettezza, che il semplice e umanissimo Molise non possa per fortuna rientrare nel navigatore satellitare - categoria “luoghi di vacanza” - di certa gente. Troppo inconsueto, inusitato, penetrante, faticoso da scoprire. E poi come farsi notare in una terra avara di produttori o di gente che conta? Come abbronzarsi? Come partecipare a feste banalissime e deprimenti?
Il Molise, dove la gente torna, teniamocelo così. Semplice e incontaminato. Lontano, per fortuna, dal Billionaire.
Articolo pubblicato dal sito forchecaudine.com
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